riperimetrazione Val d'Agri
Inviato da udcpz | 5 Novembre, 2007- i motivi per i quali non si è voluto dare riscontro alla precedente e concordata perimetrazione, (avvenuta nella Conferenza delle Autonomie Stato-Città dell’ottobre 2003);
- quale ente (Ministero dell’Ambiente, Regione Basilicata, Comune) ha richiesto la riperimetrazione del Parco in difformità con quanto già approvato;
- quanta incidenza ha avuto la richiesta della Shell in questa faccenda;
- quali iniziative la Provincia intende promuovere per far riapprovare nella conferenza del 24 p.v. vecchia perimetrazione del Parco (precisamente quella concordata nel 2003) e scongiurare, così, la presenza di pozzi petroliferi in una zona a forte vocazione naturalistico-paesaggistico-ambientale.
COMUNICATO STAMPA
La riperimetrazione del Parco della Val D’Agri serve solo ad avere maggiore libertà per installare più pozzi petroliferi nella Val d’Agri? E quale posizione assumerà la Provincia di Potenza, la provincia dei 100 Comuni, nella prossima conferenza Stato-Autonomie-Città, fissata per il 24 c.m., sulla definizione del Parco della Val d’Agri? Sono queste le domande che Vincenzo Giuliano, Consigliere Capogruppo dell’UDC alla Provincia di Potenza, ha rivolto con un’Interrogazione Urgente al Presidente della Provincia di Potenza, Altobello, a seguito della nuova perimetrazione del parco della Val d’Agri, presentata dal Ministero dell’Ambiente d’intesa con la Regione Basilicata.Nel mese di luglio c.a., sostiene Giuliano, il Ministero dell’Ambiente con la Regione Basilicata hanno escluso, inspiegabilmente, parte dei territori dei comuni di Tito, Satriano, Brienza e Sasso, che precedentemente, e precisamente nel 2003, erano stati inseriti nel costituente Parco (giusta delibera dell’ottobre 2003 della Conferenza delle Autonomie Stato-Città). E da notizie apparse sulla stampa, la Multinazionale Shell ha manifestato l’interesse ad utilizzare il territorio escluso dal Parco ai fini dell’estrazione petrolifera.Già in passato, continua il Capogruppo dell’UDC, ci sono stati tentativi di svendita, di queste zone, da parte di qualche furbetto, in cambio di personali benefici, e precisamente quando nella zona alta di Satriano al confine con Tito, nelle vicinanze di una risorsa di inestimabile valore storico come la Torre di Satriano, si era tentato di insediare una discarica di rifiuti.Questo maldestro tentativo venne respinto grazie alla determinazione delle amministrazioni comunali dell’epoca, alla sensibilità delle associazioni ambientalistiche e alla mobilitazione delle comunità interessate.Oggi, invece, qualche sprovveduto amministratore locale, con tanta leggerezza, ha già dato la disponibilità a destinare il proprio territorio alle estrazioni petrolifere così come proposto dalla Multinazionale Shell, non facendo partecipe di ciò neanche i rispettivi consigli comunali.Nell’Interrogazione Urgente Giuliano, chiede quindi di conoscere: